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Pavia, la Casa della Carità chiude temporaneamente per adeguarsi alle normative

La Diocesi di Pavia annuncia la sospensione temporanea delle attività della Casa della Carità di via Pedotti per adeguarla alle normative e ampliarla fino a 40 posti.

Pavia Piazza della Vittoria
Foto d'archivio · Foto Zairon / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • Sospensione temporanea per adeguare la struttura alle normative sul Terzo settore
  • Obiettivo: ampliare la capacità ricettiva fino a 40 persone
  • Garantita la tutela di tutti i dipendenti per volontà del vescovo Corrado Sanguineti
  • La gestione è affidata alla Fondazione Caritas Diocesana Pavia ETS

La Diocesi di Pavia ha annunciato la sospensione temporanea delle attività della Casa della Carità, la struttura di via Pedotti che da anni accoglie malati e familiari in cura presso gli ospedali pavesi, per consentire interventi di adeguamento alle normative vigenti. Lo comunica l'Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Pavia.

I motivi della chiusura temporanea

Secondo quanto spiega la Diocesi, la temporanea sospensione delle attività è necessaria per consentire l'adeguamento della struttura alle normative vigenti. Gli interventi riguardano in particolare i requisiti richiesti per il funzionamento e l'accreditamento dei servizi nell'ambito del Terzo settore. Una volta completati i lavori, la Diocesi prevede di ampliare la capacità ricettiva della struttura fino a un massimo di 40 persone, anche grazie a convenzioni con altri enti.

La Casa della Carità, fondata per volontà di monsignor Giovanni Volta, è attualmente ospitata in via Pedotti, nel centro storico di Pavia, a pochi passi dalla basilica di San Michele. Prima della chiusura disponeva di 35 posti letto ed era condotta da don Mauro Astroni insieme a una comunità di religiose e ad alcuni volontari.

Tutela dei lavoratori e nuova gestione

La Diocesi sottolinea che la Casa della Carità continuerà a essere fedele alla propria vocazione originaria, quella di offrire un luogo di ospitalità, sostegno e vicinanza a chi deve affrontare un percorso di cura lontano dalla propria abitazione e ai familiari che lo accompagnano, una missione che affonda le proprie radici nell'intuizione di Mons. Giovanni Volta. Per espressa volontà del vescovo di Pavia, Corrado Sanguineti, è stata posta come condizione essenziale la tutela di tutti i dipendenti, affinché nessuno resti senza lavoro a seguito della sospensione delle attività. Il presule ha inoltre chiesto che la futura riapertura avvenga nel rispetto dell'identità della struttura, conservandone familiarità e vicinanza alle situazioni di sofferenza.

La gestione della Casa è affidata alla Fondazione Caritas Diocesana Pavia ETS: già ad agosto 2026 la Diocesi aveva annunciato, tramite una comunicazione del Vicario Generale monsignor Daniele Baldi, che la struttura sarebbe stata d'ora in avanti pienamente diretta e gestita dalla Fondazione Caritas Diocesana Pavia ETS. La Diocesi ribadisce che la chiusura non è una conclusione ma un passaggio necessario per garantire continuità e rafforzare il servizio offerto alla città e alle persone più fragili.

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