Vigevano, chieste condanne fino a cinque anni per l'ex sindaco Ceffa
La pm Chiara Giuiusa ha chiesto 5 anni per Ceffa e Giacometti nel processo sulla "congiura di Sant'Andrea". Sentenza attesa l'11 novembre.

- Pm Chiara Giuiusa chiede 5 anni per l'ex sindaco Andrea Ceffa e l'ex consigliera Roberta Giacometti
- 4 anni chiesti per l'ex eurodeputato leghista Angelo Ciocca e l'imprenditore Alberto Righini
- Il processo riguarda due filoni: tentata corruzione e consulenza illecita presso Asm Vigevano
- Sentenza di primo grado attesa per l'11 novembre
Si avvia verso la conclusione il processo sulla cosiddetta "congiura di Sant'Andrea", l'inchiesta che ha coinvolto esponenti politici e imprenditoriali di Vigevano. Lunedì 12 ottobre la pubblica ministera Chiara Giuiusa ha formulato le richieste di condanna nei confronti degli imputati.
Le richieste della Procura
La pm ha chiesto cinque anni di reclusione per l'ex sindaco di Vigevano Andrea Ceffa e per l'ex consigliera comunale Roberta Giacometti, oltre che per Alessandro Gabbi e Matteo Ciceri, all'epoca dirigenti del gruppo Asm Vigevano. Richiesta di quattro anni invece per l'ex europarlamentare della Lega Angelo Ciocca e per l'imprenditore edile Alberto Righini, già presidente provinciale dell'Ance.
Si tratta di richieste della Procura, non di una sentenza: la decisione finale spetterà infatti al collegio giudicante, presieduto da Elena Stoppini e composto dai giudici Luisella Perulli e Carlo Pasta.
I due filoni dell'inchiesta
Il procedimento si articola in due filoni. Il primo riguarda Ciocca e Righini, accusati di tentata corruzione nei confronti dell'allora consigliera comunale Emma Stepan. Secondo la ricostruzione dell'accusa, i due avrebbero cercato di convincerla a dimettersi dal proprio incarico, prospettandole una somma di 15mila euro. L'obiettivo sarebbe stato quello di favorire la caduta dell'amministrazione guidata da Ceffa nel novembre 2022.
Il secondo filone coinvolge direttamente l'ex sindaco, Giacometti, Gabbi e Ciceri. In questo caso, la Procura sostiene che alla consigliera sarebbe stata affidata una consulenza presso Asm Vigevano del valore di 6mila euro all'anno, con lo scopo di garantirne il sostegno alla maggioranza e impedire che la giunta perdesse i numeri necessari per continuare a governare.
La vicenda aveva avuto ripercussioni dirette anche sulla vita personale dell'ex primo cittadino: la vicenda aveva avuto conseguenze anche sul piano personale per Ceffa, sottoposto nell'ambito dell'inchiesta a sei mesi di arresti domiciliari come misura cautelare.
Le prossime tappe
Con la requisitoria della pm si chiude la fase dell'accusa e si apre quella degli interventi difensivi. Il calendario processuale prevede, se i tempi saranno rispettati, la pronuncia della sentenza di primo grado l'11 novembre. Sarà allora il tribunale a stabilire le eventuali responsabilità penali degli imputati.




