Una vite scoperta nell'Oltrepò Pavese dedicata al jazzista Joe Sullivan
L'Orto Botanico di Pavia descrive Vitis ×sullivaniana, ibrido trovato a Stradella, dedicato al pianista jazz Joe Sullivan.

- Nuovo ibrido di vite descritto da Nicola M. G. Ardenghi su Natural History Sciences
- La pianta è stata campionata a Stradella, in Oltrepò Pavese
- Dedicata al pianista jazz statunitense Joe Sullivan (1906-1971)
- Visibile all'Orto Botanico di Pavia nel 'Vigneto proibito' dal 2022
Nicola M. G. Ardenghi, curatore dell'Orto Botanico dell'Università di Pavia, ha descritto una nuova entità botanica, denominata Vitis ×sullivaniana, sulla base di una popolazione campionata a Stradella, in Oltrepò Pavese. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Natural History Sciences del Museo di Storia Naturale di Milano, fa sapere l'Università di Pavia.
Si tratta di un ibrido tra due specie nordamericane, Vitis acerifolia e Vitis riparia, ottenuto in Francia nel 1881 per la sua resistenza alla fillossera e successivamente diffuso anche in Italia come portinnesto della vite europea. Come altri ibridi affini, nel tempo la pianta è sfuggita alla coltivazione, insediandosi in ambienti naturali e seminaturali dell'Oltrepò Pavese. Da qui l'esigenza di descriverla formalmente e di attribuirle un nome secondo le regole della nomenclatura botanica.
La dedica al jazzista Joe Sullivan
L'autore ha scelto di dedicare la pianta a Joe Sullivan (1906-1971), tra i più importanti pianisti del jazz tradizionale, attivo negli Stati Uniti tra gli anni Venti e Sessanta. Nel corso della sua carriera Sullivan si esibì sia come solista sia al fianco di artisti come Louis Armstrong, Bing Crosby, Eddie Condon, Billie Holiday, Sidney Bechet e Red Nichols. Nato a Chicago in una famiglia di origini irlandesi, sviluppò uno stile fortemente influenzato dai pianisti afroamericani, tra cui Earl Hines, Fats Waller e Jelly Roll Morton. Secondo quanto riportato dall'Università di Pavia, Sullivan contribuì inoltre ad abbattere le barriere razziali nella musica, partecipando nel 1929 a una delle prime sedute di registrazione integrate e dirigendo, dal 1939, uno dei primi complessi misti a esibirsi dal vivo.
Il legame tra jazz e botanica
La dedica richiama un parallelismo tra jazz e botanica: così come il jazz nacque dall'incontro tra culture musicali diverse, anche la viticoltura moderna deve molto alla collaborazione internazionale. Parassiti e patogeni come la fillossera, l'oidio e la peronospora, che alla fine dell'Ottocento misero in ginocchio la coltivazione della vite in Europa, furono infatti contrastati grazie al lavoro congiunto di botanici, agronomi ed entomologi di diverse nazionalità.
Vitis ×sullivaniana può essere osservata anche all'Orto Botanico di Pavia, dove dal 2022 è coltivata nel cosiddetto "Vigneto proibito".
Fonte: Università di Pavia



