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Garlasco, la famiglia di Chiara Poggi non si costituirà parte civile contro Sempio

I legali dei familiari della vittima: nessuna pretesa economica verso persone innocenti. Saranno invece parte nell'eventuale revisione del processo Stasi.

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Foto FabioRomanoni / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • La famiglia di Chiara Poggi non si costituirà parte civile contro Andrea Sempio nell'udienza preliminare
  • La Procura di Pavia ha chiuso le indagini e si avvia a chiedere il rinvio a giudizio
  • I familiari saranno invece parte nell'eventuale giudizio di revisione a favore di Alberto Stasi
  • L'avvocata di Stasi: la richiesta di revisione sarà depositata il prima possibile

La famiglia di Chiara Poggi, la 26enne uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007, ha deciso di non costituirsi parte civile contro Andrea Sempio nell'udienza preliminare che si profila dopo la chiusura delle indagini da parte della Procura di Pavia, che si appresta a chiedere il rinvio a giudizio dell'indagato.

A renderlo noto, in una dichiarazione riportata dall'agenzia Adnkronos il 1° ottobre, è l'avvocato Francesco Compagna, che insieme al collega Gian Luigi Tizzoni rappresenta i genitori di Chiara, Rita Preda e Giuseppe Poggi, e il fratello Marco. "Non abbiamo da avanzare alcuna pretesa economica nei confronti di persone innocenti", ha dichiarato il legale.

I due avvocati dei familiari della vittima saranno invece parte in un eventuale giudizio di revisione che la difesa di Alberto Stasi, unico condannato in via definitiva per l'omicidio dell'allora fidanzata, si prepara a presentare.

La posizione della difesa di Stasi

Nei giorni scorsi l'avvocata di Stasi, Giada Bocellari, aveva chiarito i tempi della richiesta di revisione, sottolineando che il collegio difensivo dovrà prima esaminare gli atti depositati dalla Procura di Pavia con la nuova chiusura delle indagini su Sempio. "Noi difensori siamo umani, non facciamo la revisione con l'Ia, dobbiamo leggere i dati della Procura di Pavia e poi integreremo il testo già scritto con queste nuove indagini laddove ci tornino utili", ha spiegato la legale, che ha fatto riferimento in particolare alla questione dell'assenza del Dna della vittima sui pedali della bicicletta di Stasi.

Bocellari ha inoltre precisato che la tempistica non è un fattore decisivo: "Non è una questione di tempi perché a Stasi un mese in più uno in meno non cambia niente e dimostreremo la sua innocenza, non il ragionevole dubbio". La difesa, ha aggiunto, depositerà la richiesta di revisione "il prima possibile compatibilmente con questo delirio mediatico e il lavoro".

Il caso, riaperto dopo la riapertura delle indagini su Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, si trova ora in una fase cruciale: dopo la chiusura delle indagini, la difesa di Sempio potrà depositare memorie e consulenze prima che la Procura di Pavia decida formalmente sulla richiesta di rinvio a giudizio.

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