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San Matteo unico partner italiano nel progetto europeo NEODATA+ su IA e neonatologia

Il Policlinico San Matteo partecipa al progetto europeo NEODATA+ per applicare l'intelligenza artificiale alle cure neonatali, con un budget di 155 mila euro.

Pavia Centro Storico
Foto d'archivio · Foto Zairon / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • Obiettivo: prevedere apnee, bradicardie e desaturazioni nei neonati molto prematuri

Il Policlinico San Matteo di Pavia è l'unico partner italiano di NEODATA+ (A Multimodal European Health Data Space for Personalised Neonatal Care), un progetto di ricerca internazionale che applica l'intelligenza artificiale alle cure neonatali. Lo comunica la Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo.

Il progetto, finanziato nell'ambito dell'open call del programma europeo UNITE e cofinanziato dall'Unione europea, è stato avviato il 1° aprile 2026. L'iniziativa UNITE, guidata da 28DIGITAL, ha selezionato i suoi primi tre progetti interregionali congiunti: secondo quanto riportato dal sito ufficiale della Commissione europea, NEODATA+ è uno dei tre progetti selezionati tra 19 proposte nell'open call UNITE JIP.

Il consorzio coinvolge partner di Paesi Bassi, Italia e Romania ed è coordinato dall'University Medical Center Groningen. Il progetto è stato presentato il 22 settembre scorso presso Regione Lombardia, alla presenza di Manuela Martorana, in rappresentanza del Grant Office della Fondazione pavese.

Il ruolo del San Matteo

Il Policlinico San Matteo, attraverso la Terapia Intensiva Neonatale (TIN), ha la responsabilità del gruppo di attività dedicato alla validazione clinica e alla dimostrazione del progetto nei centri partecipanti. Stefano Ghirardello, direttore della SC Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale, è responsabile scientifico dell'unità di ricerca pavese, con un budget di progetto di 155 mila euro.

Come funziona il progetto

NEODATA+ nasce da una piattaforma digitale già operativa nelle Terapie Intensive Neonatali, in grado di registrare continuativamente i parametri vitali dei neonati, tra cui frequenza cardiaca, respiratoria, saturazione periferica, ossigenazione renale e cerebrale, quest'ultima monitorata con la tecnologia NIRS. Secondo quanto riportato da Neolook Solutions, partner tecnologico del consorzio, il progetto connette le terapie intensive neonatali di Paesi Bassi, Italia e Romania attorno a un dataset condiviso dei parametri vitali già registrati in ogni reparto.

L'obiettivo è rendere questi dati confrontabili tra i diversi centri europei e integrarli con altre tipologie di informazioni cliniche, per sviluppare modelli di intelligenza artificiale capaci di prevedere episodi di apnea, rallentamento della frequenza cardiaca e desaturazione nei neonati molto prematuri. Il progetto intende inoltre esplorare l'analisi dei dati per una valutazione più oggettiva di condizioni come il dolore e per lo studio dei rischi legati al neurosviluppo.

L'obiettivo dichiarato è contribuire a un'assistenza più personalizzata e tempestiva, fornendo ai professionisti sanitari strumenti aggiuntivi per interpretare le informazioni cliniche. L'efficacia predittiva dei modelli dovrà comunque essere verificata attraverso le attività di ricerca previste dal progetto.

Fonte: Policlinico San Matteo

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