Pavia, chiusi 222 bar dal 2019: Confesercenti lancia l'allarme desertificazione
Tra il 2019 e il 2025 la provincia di Pavia ha perso 222 bar, il 13,3% del totale. Confesercenti chiede di sostenere una proposta di legge contro la desertificazione commerciale.

- Da 1.670 a 1.448 bar attivi in provincia di Pavia tra il 2019 e il 2025 (-13,3%)
- Il calo pavese è inferiore alla media lombarda (-17,5%) e nazionale (-14,2%)
- Confesercenti attribuisce la crisi a rincari energetici, calo del potere d'acquisto e smart working
- L'associazione promuove una proposta di legge di iniziativa popolare con raccolta firme
Nella provincia di Pavia hanno chiuso i battenti 222 bar in sei anni, con un calo del 13,3% rispetto al 2019. È quanto emerge dall'analisi dell'Ufficio Economico di Confesercenti su dati Infocamere, diffusa in questi giorni nell'ambito di una campagna nazionale sulla cosiddetta desertificazione commerciale.
I numeri sul territorio
Secondo l'elaborazione nel 2019 le imprese nel servizio bar erano 169.839; nel 2025 sono 145.766, il 14,2% in meno a livello nazionale. Nella provincia di Pavia le attività sono passate da 1.670 a 1.448 unità. Il dato pavese, pur significativo, risulta meno severo rispetto alla media lombarda, che secondo Confesercenti si attesta al -17,5%, e rispetto a quella nazionale del 14,2%. La Lombardia resta comunque la regione con il maggior numero di chiusure in termini assoluti: in valore assoluto è la Lombardia a registrare la perdita maggiore, con 4.957 bar in meno.
Le cause secondo Confesercenti
L'associazione di categoria individua tra le ragioni del fenomeno l'aumento dei costi di gestione, la perdita di potere d'acquisto e il costo del lavoro, insieme allo smart working, alla diversa distribuzione dei consumi, alla concorrenza della grande distribuzione e alle consegne a domicilio. A livello nazionale, Confesercenti stima che la contrazione della rete dei bar tradizionali abbia un costo economico rilevante: la riduzione della rete dei bar tradizionali avrebbe generato un impoverimento dei territori superiore a 7,2 miliardi di euro in 6 anni, tra minori consumi, occupazione e gettito fiscale.
L'allarme sociale e la proposta di legge
Per Confesercenti la chiusura di un bar non riguarda solo l'aspetto economico, ma anche quello sociale, soprattutto nei comuni più piccoli, dove un esercizio pubblico può rappresentare l'unico punto di ritrovo rimasto. L'associazione collega la presentazione dei dati locali a una proposta di legge di iniziativa popolare per contrastare la desertificazione commerciale e sostenere la rigenerazione di città e centri abitati. Chiediamo a tutti i cittadini di sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Confesercenti per contrastare la desertificazione commerciale e favorire la rigenerazione delle città e dei centri abitati. Difendere le attività di prossimità significa difendere lavoro, servizi e luoghi in cui continuare a incontrarsi, ha dichiarato il presidente nazionale dell'associazione, Nico Gronchi.
La campagna di presentazione dei dati locali è partita il 28 settembre e sta toccando tutte le città capoluogo italiane, con l'obiettivo di raccogliere adesioni alla raccolta firme per la proposta di legge.



