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Milano-Mortara, il raddoppio selettivo entra nel Piano regionale dei trasporti

Un emendamento dei consiglieri regionali della Lega Sala e Scurati inserisce il raddoppio selettivo della linea nel Programma Regionale della Mobilità.

Un convoglio Trenord transita sulla linea ferroviaria Milano Mortara nei pressi del ponte di via Brunelleschi a Milano
Foto Paolobon140 / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • Prossimi passaggi: coinvolgimento di Governo, Ministero delle Infrastrutture, RFI e sindaci del territorio

Il raddoppio selettivo della linea ferroviaria Milano-Mortara è stato inserito nel Programma Regionale della Mobilità e dei Trasporti (PRMT) della Lombardia. Lo rendono noto i consiglieri regionali della Lega Andrea Sala e Silvia Scurati, firmatari dell'emendamento approvato nell'ambito dell'aggiornamento del documento di programmazione regionale.

L'emendamento prevede l'inserimento esplicito del raddoppio selettivo nella tratta Abbiategrasso-Vigevano-Mortara, attraverso interventi progressivi suddivisi in lotti funzionali, come soluzione alternativa al raddoppio integrale, che negli anni ha incontrato ostacoli legati ai costi e alle difficoltà progettuali, in particolare nell'attraversamento dei centri abitati. "Ora il Piano regionale contempla anche una soluzione più flessibile, che permette di valutare la realizzazione del secondo binario nei tratti strategici, senza rinunciare al futuro completamento dell'intera linea", spiegano i due consiglieri regionali.

Il percorso che porta a questo risultato era partito nel luglio 2023, con una prima audizione in Consiglio regionale dedicata alla linea. Un ulteriore passaggio era arrivato lo scorso luglio, quando il Consiglio regionale aveva approvato all'unanimità un ordine del giorno presentato dagli stessi esponenti della Lega per finanziare uno studio di fattibilità del raddoppio selettivo tra Abbiategrasso e Mortara, con il coinvolgimento del Ministero e di Rete Ferroviaria Italiana (RFI). Il risultato si inserisce quindi in una sequenza di atti politici che punta a smuovere un dossier fermo da anni.

Va però ricordato che, sempre a luglio, l'aggiornamento del contratto di programma tra Ministero delle Infrastrutture e RFI non aveva portato buone notizie per la Lomellina: il nuovo Piano commerciale 2026-2030 di RFI non prevedeva nuove risorse per la linea, un dato che aveva alimentato le proteste dell'associazione pendolari MiMoAl e le critiche del consigliere regionale del PD Simone Negri, secondo cui la Milano-Mortara non sarebbe più una priorità né per il Governo né per la Regione.

L'inserimento nel PRMT resta dunque un atto di programmazione, non un finanziamento definito. Restano da chiarire gli aspetti tecnici, progettuali ed economici necessari per passare dalla previsione normativa alla cantierizzazione delle opere. Per questo, secondo quanto dichiarato dai due consiglieri leghisti, la fase successiva richiederà il confronto diretto con Governo, Ministero delle Infrastrutture, RFI e amministrazioni comunali del territorio, per trasformare l'indicazione di piano in progetti realizzabili e rispondere alle criticità quotidiane segnalate dai pendolari della linea.

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