WWF diffida Regione e opposizioni sull'azienda venatoria Dei Duca tra Vigevano e Gambolò
Il WWF Lodigiano Pavese chiede a PD e M5S in Regione di intervenire contro l'azienda faunistico-venatoria "Dei Duca", autorizzata il 31 luglio.

- La Regione aveva autorizzato l'azienda il 31 luglio 2026
- il WWF aveva già annunciato un ricorso al TAR
Il WWF Lodigiano Pavese ha inviato una diffida alla Regione Lombardia e una richiesta formale di intervento ai capigruppo del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, chiedendo di fermare l'azienda faunistico-venatoria "Dei Duca", il progetto venatorio tra Vigevano e Gambolò che da mesi divide il mondo ambientalista e parte della politica locale.
A firmare la diffida, per conto dell'associazione, è il volontario Fabrizio Varese. Nel documento il WWF contesta un'attività che, secondo l'associazione, punterebbe a recintare e privatizzare oltre quattrocento ettari di territorio tra Vigevano e Gambolò, inglobando terreni agricoli privati e appoggiandosi a una concessione decennale su una strada demaniale.
Tre le richieste avanzate dal WWF: verificare la regolarità delle autorizzazioni rilasciate, ottenere la sospensione immediata o la revoca definitiva dei permessi, e costruire un fronte comune tra le forze di opposizione in Regione e le associazioni ambientaliste del territorio. L'associazione ha anche offerto la propria disponibilità a fornire ulteriore documentazione tecnica e cartografica a sostegno della propria posizione.
I precedenti della vicenda
L'autorizzazione regionale alla costituzione dell'azienda agrofaunistico-venatoria "Dei Duca" era arrivata il 31 luglio, in anticipo rispetto ai tempi inizialmente previsti, che indicavano gennaio come possibile data di conclusione dell'iter. Il WWF Lomellino aveva già annunciato, nei giorni successivi, l'intenzione di presentare ricorso al TAR contro il provvedimento regionale.
La mobilitazione contro il progetto era culminata il 19 settembre scorso in una manifestazione a Vigevano, con una passeggiata e una biciclettata organizzate da cittadini e comitati, sotto lo slogan "La Sforzesca non si tocca". Alla protesta si è unita anche Alleanza Verdi Sinistra.
Sul fronte amministrativo, il sindaco di Gambolò ha più volte precisato che il Comune non ha dato alcun parere autorizzativo sull'istituzione dell'azienda faunistico-venatoria, respingendo le ricostruzioni circolate nelle ultime settimane.
La vicenda, nata come contenzioso locale tra i territori di Vigevano e Gambolò, si sposta ora sul piano regionale, con il WWF che chiede alle opposizioni in Consiglio regionale di farsi carico della questione a Milano.




