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Amianto al Golgi di Broni, l'associazione chiede atti sul rientro a scuola

Lo Sportello Amianto Nazionale chiede a Comune e Provincia di Pavia i documenti che autorizzano il ritorno degli studenti il 14 settembre.

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Foto d'archivio · Foto Claud Bohm / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • Nuova istanza di accesso agli atti depositata da Sportello Amianto Nazionale a Comune di Broni e Provincia di Pavia
  • Rientro degli studenti al liceo Golgi previsto per il 14 settembre 2026
  • Dubbi sulla nota ATS del 7 luglio e sui tempi di formalizzazione della sede alternativa Villa Nuova Italia
  • Coinvolte circa 570 persone tra studenti e lavoratori, 80% minorenni

Lo Sportello Amianto Nazionale ha depositato una nuova istanza di accesso agli atti al Comune di Broni e alla Provincia di Pavia per chiedere chiarimenti sulla documentazione amministrativa alla base del rientro degli studenti del liceo "Camillo Golgi" nella sede di viale Gramsci, previsto per il 14 settembre 2026. L'associazione, riconosciuta ente di protezione ambientale ai sensi dell'articolo 13 della legge 349/1986, chiede di verificare la corrispondenza tra gli annunci pubblici e gli atti che dovrebbero garantire la sicurezza dell'edificio, inserito nel Sito di Interesse Nazionale "Broni – ex Fibronit".

I dubbi sulla documentazione

Al centro della richiesta c'è la nota di ATS Pavia del 7 luglio 2026. Secondo lo Sportello Amianto Nazionale, la nota di ATS Pavia del 7 luglio 2026 non configurerebbe una piena restituzione dei locali secondo quanto previsto dal punto 6 dell'allegato al Decreto ministeriale 6 settembre 1994, indicato dall'associazione come riferimento normativo per la riconsegna di ambienti interessati da possibili dispersioni di fibre di amianto. L'associazione chiede dunque di conoscere quali atti amministrativi sostengano formalmente la decisione di riaprire la scuola nella sede originaria.

I tempi della sede alternativa

Un secondo punto riguarda "Villa Nuova Italia", indicata come possibile sede alternativa. La disponibilità della struttura sarebbe stata annunciata pubblicamente già il 23 aprile 2026 dal sindaco di Broni e dalla dirigenza scolastica, ma l'atto formale tra Comune di Broni e Provincia di Pavia sarebbe stato approvato solamente il 28 luglio 2026 durante una seduta del Consiglio provinciale. Per lo Sportello Amianto Nazionale questo scarto temporale, a fronte di un'emergenza aperta dal 23 marzo, merita un chiarimento pubblico.

La vicenda

L'edificio era stato chiuso il 23 marzo dopo il ritrovamento di fibre di amianto durante lavori di installazione di un ascensore, con conseguente passaggio alla didattica a distanza per gli studenti. La vicenda coinvolge circa 570 persone tra studenti e personale, con una presenza di circa l'80% di minorenni. L'associazione precisa che la richiesta di accesso agli atti non riguarda le indagini in corso, ma esclusivamente la documentazione amministrativa relativa alle decisioni degli enti pubblici.

Il presidente dello Sportello Amianto Nazionale, Fabrizio Protti, dichiara: "Nella pubblica amministrazione ogni proclama dovrebbe corrispondere a un atto? Se così non è, evidentemente potrebbe essere semplice propaganda: e la propaganda potrebbe avere un valore squisitamente politico? L'amministrazione si fa con gli atti e le motivazioni non con i proclami alla stampa". L'associazione ha annunciato che renderà pubbliche le risposte di Comune e Provincia.

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