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Garlasco, i genitori di Chiara Poggi a Verissimo: "Per noi resta colpevole Stasi"

A diciannove anni dal delitto, Giuseppe Poggi e Rita Preda rompono il silenzio in tv sulla nuova inchiesta su Andrea Sempio.

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Foto FabioRomanoni / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • I genitori di Chiara Poggi ospiti a Verissimo il 4 ottobre
  • Ribadiscono di considerare Alberto Stasi colpevole fino a diversa sentenza
  • Non si esprimono sul merito della nuova inchiesta su Andrea Sempio
  • Raccontano la sofferenza per le insinuazioni sul figlio Marco e la pressione mediatica

A diciannove anni dall'omicidio di Chiara Poggi, i genitori della giovane, Giuseppe Poggi e Rita Preda, hanno rotto il silenzio pubblico intervenendo domenica 4 ottobre nella trasmissione Verissimo, su Canale 5, condotta da Silvia Toffanin. L'intervista è arrivata dopo la chiusura delle indagini della Procura di Pavia sulla nuova inchiesta che vede Andrea Sempio come unico indagato per il delitto avvenuto nella villetta di via Pascoli a Garlasco nel 2007.

"Per noi il colpevole resta Stasi"

Interrogato sulla posizione della famiglia rispetto alle nuove indagini, Giuseppe Poggi ha dichiarato: "A noi la giustizia ha dato un colpevole, per noi è Stasi. Se questa nuova indagine, la procura, ci darà un nuovo colpevole, ne prenderemo atto". Una posizione condivisa dalla moglie Rita Preda, secondo cui "vale quello che ci ha detto la sentenza dello Stato italiano. Quando la giustizia italiana ci dirà qualcos'altro, noi ne prenderemo atto".

I genitori hanno ricordato il lungo iter giudiziario che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi a 16 anni: la famiglia ha affrontato cinque processi, durati otto anni, un periodo che il padre ricorda come lungo.

Il rapporto con Sempio e la sofferenza per il figlio Marco

Sul rapporto tra Andrea Sempio, amico del figlio Marco, e la famiglia, le versioni dei due genitori sono divergenti: Rita Preda lo vedeva, mentre il marito riferisce di non averlo mai incontrato nella loro abitazione, pur sapendo dal figlio che veniva a trovarlo più volte a settimana.

Giuseppe Poggi ha inoltre espresso il dolore per le ipotesi circolate sul figlio Marco, mentre sulla possibilità di un incontro con Stasi dopo il fine pena ha risposto di non essere convinto di volerlo incontrare.

Il peso della pressione mediatica

I genitori hanno parlato anche del logorio provocato dall'attenzione mediatica sul caso. Alla decisione di parlare in televisione hanno contribuito l'esposizione mediatica e le insinuazioni che hanno coinvolto la famiglia, definita una pressione "pesante" che prosegue da un anno e mezzo, "ogni giorno, tutti i giorni". Secondo quanto riportato, inoltre, i legali dei genitori e del fratello Marco Poggi saranno parte in un eventuale giudizio di revisione che proporrà la difesa di Alberto Stasi.

La famiglia ha infine ribadito di non opporsi agli accertamenti tecnici in corso, chiedendo però che la vicenda possa trovare una conclusione dopo quasi vent'anni.

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