Inquinamento del torrente Ariazzolo, Legambiente parte civile nel processo contro vertici Eni
Legambiente Lombardia si è costituita parte civile al Tribunale di Pavia nel processo sugli sversamenti di idrocarburi nel torrente Ariazzolo a Sannazzaro de' Burgondi.

- Legambiente Lombardia si è costituita parte civile il 1° ottobre 2026 davanti al Tribunale di Pavia
- Il processo riguarda sversamenti di idrocarburi nel torrente Ariazzolo e contaminazione di suoli e falda, da indagini avviate nel 2022
- Imputati vertici ed ex vertici della raffineria Eni, dipendenti e responsabili di un laboratorio accusati di aver falsificato i campionamenti
- Contestata anche la mancata bonifica dell'area ex deposito Praoil; parte civile anche Comune di Sannazzaro e Provincia di Pavia
Legambiente Lombardia è entrata nel procedimento penale sull'inquinamento del torrente Ariazzolo, a Sannazzaro de' Burgondi, costituendosi parte civile davanti al Tribunale di Pavia. L'udienza si è svolta giovedì 1° ottobre 2026 nell'ambito del processo che vede imputati dirigenti ed ex dirigenti della raffineria Eni del territorio.
Il procedimento trae origine da un'inchiesta avviata nel marzo 2022, dopo che i tecnici di Arpa avevano effettuato prelievi e analisi sulle acque del torrente, da cui erano emerse criticità legate alla presenza di sostanze inquinanti. Da quegli accertamenti era scaturita l'indagine del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale dei Carabinieri Forestali del Gruppo di Pavia, che aveva ipotizzato il reato di inquinamento ambientale per condotte ritenute lesive della salubrità dell'ambiente.
Secondo l'impostazione accusatoria, gli sversamenti di idrocarburi nel corso d'acqua avrebbero provocato la contaminazione dei terreni e della falda acquifera nell'area industriale e nelle zone limitrofe. Risultano imputati i vertici aziendali della raffineria succedutisi negli ultimi anni, alcuni dipendenti dell'impianto e i responsabili di un laboratorio di analisi, accusati di aver falsificato sistematicamente i risultati dei campionamenti sulle acque. Un secondo filone dell'inchiesta, trattato nello stesso processo, riguarda invece la gestione della bonifica dell'area dello stabilimento nota come "ex deposito Praoil": secondo l'accusa, gli interventi di risanamento non sarebbero stati condotti correttamente.
Oltre a Legambiente Lombardia, si sono costituiti parte civile anche il Comune di Sannazzaro de' Burgondi e la Provincia di Pavia.
La presidente di Legambiente Lombardia, Barbara Meggetto, ha dichiarato: "Riteniamo che la presenza della società civile e in particolare di una associazione di protezione ambientale in un procedimento penale per gravi fatti di inquinamento sia molto importante per la rilevanza pubblica della vicenda". Meggetto ha aggiunto che la costituzione di parte civile permetterà all'associazione di "seguire passo per passo l'accertamento delle responsabilità, facendo valere l'interesse pubblico e la tutela dell'ambiente anche grazie al nostro Centro di Azione Giuridica".
Il procedimento è tuttora in corso presso il Tribunale di Pavia. Non sono ancora note le prossime date di udienza né la posizione difensiva degli imputati.



