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Sannazzaro, Eni incontra le imprese dell'indotto sul futuro della raffineria

Circa 70 aziende dell'indotto hanno partecipato al confronto promosso dal sindaco Zucca e da Assolombarda Pavia sui progetti di trasformazione del polo industriale.

Sannazzaro de' Burgondi: Giunta e amministrazione
In breve
  • Incontro tra Eni e circa 70 imprese dell'indotto locale, promosso dal sindaco di Sannazzaro Roberto Zucca con Assolombarda Pavia
  • Confermata la conversione dell'Hydrocracker (HDC2) in bioraffineria per produrre HVO diesel e SAF-biojet entro il 2028
  • Allo studio i progetti 'Waste to chemical' con Met Development (gruppo Maire Tecnimont) e 'Waste to energy' tra Eni Rewind e A2A
  • I nuovi impianti sono previsti nelle aree vicine al sito EST, attualmente in fase di demolizione

Il futuro del polo industriale Eni di Sannazzaro de' Burgondi è stato al centro di un incontro con le imprese dell'indotto che lavorano all'interno del sito, svoltosi lunedì 5 ottobre. Il confronto è stato promosso dal sindaco di Sannazzaro de' Burgondi, Roberto Zucca, con il contributo di Assolombarda Pavia, e ha coinvolto circa 70 aziende del territorio.

Durante l'incontro Eni ha illustrato le prospettive di sviluppo della raffineria, tra consolidamento delle attività tradizionali e progetti di trasformazione verso una produzione a minori emissioni. L'obiettivo dichiarato è rafforzare il ruolo del sito lomellino come hub industriale flessibile, capace di coniugare sicurezza energetica, innovazione e nuove filiere sostenibili.

I progetti sul tavolo

Sul fronte tradizionale, la raffineria continuerà a garantire la produzione di carburanti per la mobilità grazie a un nuovo impianto FCC (Fluid Catalytic Cracking), che assicurerà l'approvvigionamento di gasolio, benzina e jet fuel per il Nord-ovest.

Il principale intervento di trasformazione riguarda invece la conversione dell'Hydrocracker HDC2 in bioraffineria, affiancata dalla costruzione di un impianto per il pretrattamento di scarti e residui prevalentemente vegetali, materie prime utilizzate per produrre biocarburanti HVO. La produzione di carburanti tradizionali continuerà insieme alla nuova produzione di HVO diesel e SAF-biojet per l'aviazione, con avvio previsto nel 2028. Secondo quanto comunicato da Eni, il nuovo impianto avrà una capacità produttiva di circa 550mila tonnellate l'anno, con flessibilità tra SAF-biojet e HVO diesel.

Sono inoltre in fase di studio avanzato altri due progetti: il "Waste to chemical", sviluppato insieme a Met Development del gruppo Maire Tecnimont, per produrre metanolo e idrogeno circolare da rifiuti non riciclabili di origine domestica e industriale; e il "Waste to energy", tra Eni Rewind e A2A, destinato alla produzione di energia elettrica dal trattamento termico di rifiuti speciali industriali solidi e liquidi. Entrambi gli interventi dovrebbero sorgere nelle aree adiacenti all'impianto EST, attualmente in fase di demolizione.

Il confronto con il territorio

L'incontro ha avuto l'obiettivo di informare le imprese dell'indotto locale sulle future collaborazioni, basate su criteri di sicurezza, qualità e affidabilità, e di presentare strumenti concreti a sostegno della crescita e della competitività dei fornitori del territorio.

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