Mortara, mensa differenziata per i morosi: i sindacati chiedono di fare marcia indietro
CGIL, CISL e UIL di Pavia contestano la scelta del Comune di Mortara di servire un pasto diverso ai figli delle famiglie morose nella mensa scolastica.

- Il Comune di Mortara serve un menù differenziato (pasta in bianco e carne bianca) ai bambini delle famiglie con oltre 150 euro di arretrati sulla mensa
- CGIL Pavia, CISL Pavia-Lodi e UIL Pavia chiedono di rivedere il provvedimento con una nota congiunta
- I sindacati non contestano il diritto del Comune a recuperare i crediti, ma chiedono altri strumenti come rateizzazioni e servizi sociali
- Il sindaco Fabio Farina ha difeso la misura sostenendo che ha favorito il recupero di parte degli arretrati
MORTARA (PV) – Un pasto diverso per i bambini delle famiglie che risultano morose nel pagamento della mensa scolastica: la misura adottata dal Comune di Mortara è finita nel mirino di CGIL Pavia, CISL Pavia-Lodi e UIL Pavia, che in una nota congiunta chiedono all'amministrazione comunale di riconsiderare il provvedimento.
La misura contestata
Secondo quanto reso noto nelle scorse settimane, il Comune ha introdotto un menù differenziato per i nuclei familiari che hanno accumulato più di 150 euro di arretrati sulla mensa scolastica: ai bambini coinvolti viene servita pasta in bianco e carne bianca al posto del pasto previsto per gli altri alunni, nel tentativo di sollecitare i genitori al pagamento del debito.
I tre sindacati, pur non mettendo in discussione il diritto dell'ente locale a recuperare le somme non versate, sostengono che debbano essere utilizzati altri strumenti, dalle procedure amministrative alle rateizzazioni fino all'intervento dei servizi sociali, distinguendo le famiglie in reale difficoltà economica da quelle che, pur potendo pagare, non lo fanno. "I conti del Comune non si regolano nel piatto dei bambini" affermano le tre organizzazioni sindacali in una nota congiunta.
Il nodo della "pressione" sui genitori
A preoccupare in particolare i sindacati è la logica alla base della scelta: servire al bambino un pasto diverso e meno appetitoso rispetto a quello dei compagni affinché possa lamentarsi a casa e spingere così i genitori a saldare il debito. Una modalità che le organizzazioni respingono, perché a loro giudizio i bambini non dovrebbero diventare lo strumento di pressione sui genitori.
Per CGIL, CISL e UIL il momento della mensa va considerato parte integrante della vita scolastica, non solo un servizio ma anche uno spazio educativo e di socialità: differenziare il pasto sulla base della situazione debitoria della famiglia rischierebbe di rendere immediatamente riconoscibili differenze economiche e sociali tra gli alunni.
La posizione del Comune
Il sindaco di Mortara, Fabio Farina, ha difeso la scelta spiegando l'obiettivo di recuperare gli arretrati e sottolineando, secondo quanto riportato in questi giorni da altre testate, che la misura avrebbe già portato alcune famiglie a regolarizzare la propria posizione. L'amministrazione prevede che, prima dell'applicazione del menù differenziato, venga inviato un sollecito alle famiglie moroso con indicazione delle somme dovute e delle modalità di pagamento, anche tramite rateizzazione.
I sindacati chiedono ora al Comune di individuare soluzioni alternative per il recupero delle somme dovute, conciliando la tutela delle risorse pubbliche con la necessità di salvaguardare la dignità e l'uguaglianza di tutti i bambini.



