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Parco del Ticino, due violazioni venatorie accertate a Gambolò e Ozzero

GuardiaParco sanziona un cacciatore a Gambolò per orario non consentito; a Ozzero tre cacciatori bresciani denunciati per mezzi vietati.

parco naturale lombardo della Valle del Ticino (Q3895663)
Foto BelPatty86 / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • A Gambolò un cacciatore sanzionato con 206 euro per caccia oltre l'orario consentito, dopo l'abbattimento di una femmina di germano reale
  • A Ozzero tre cacciatori bresciani denunciati per uso di richiamo acustico illegale e fucile con caricatore modificato
  • Sequestrati cinque fucili e l'avifauna abbattuta a Ozzero
  • I controlli del Parco del Ticino proseguiranno per tutta la stagione venatoria 2026/2027

Il Parco del Ticino comunica l'esito di due distinti controlli sulla caccia effettuati nei giorni scorsi, a circa un mese dall'apertura della stagione venatoria 2026/2027, nei comuni di Gambolò, in provincia di Pavia, e Ozzero, nel Milanese.

A Gambolò, lungo le anse del fiume Terdoppio nei pressi di Cascina Nuova Litta, due GuardiaParco impegnati in un servizio di perlustrazione appiedata hanno sorpreso due persone in atteggiamento di caccia ben oltre l'orario consentito dal calendario venatorio vigente. Nonostante il buio fosse ormai calato, alla vista di uno stormo di anatre uno dei due cacciatori ha caricato l'arma ed esploso tre colpi, abbattendo una femmina di germano reale. Gli agenti sono intervenuti, si sono qualificati e hanno proceduto al controllo dei documenti: al responsabile dell'abbattimento è stata contestata la violazione amministrativa per l'esercizio dell'attività venatoria in orario non consentito, con una sanzione di 206 euro.

Pochi giorni dopo, a Ozzero, i Carabinieri Forestali di Magenta, in collaborazione con il Settore Vigilanza del Parco del Ticino, hanno sorpreso tre cacciatori bresciani intenti ad abbattere avifauna utilizzando un richiamo acustico vietato dalla legge. I controlli hanno inoltre accertato che uno dei fucili ad anima liscia in uso era dotato di un caricatore modificato, in grado di contenere più delle due cartucce consentite. Pur essendo le specie abbattute tra quelle cacciabili, l'impiego di mezzi vietati ha fatto scattare la denuncia all'Autorità Giudiziaria per tutti e tre i cacciatori, oltre al sequestro di cinque fucili e della fauna abbattuta.

Un'operazione più ampia

Lo stesso giorno dei controlli di Ozzero, i Carabinieri Forestali di Magenta hanno condotto un intervento analogo anche nel vicino comune di Vermezzo con Zelo, dove due soggetti, padre e figlio, della provincia di Brescia, sono stati colti in flagranza mentre eseguivano, all'interno di un appostamento temporaneo di caccia, abbattimento di specie particolarmente protette con mezzi non consentiti, quali richiami acustici per attirare l'avifauna, tra cui 59 pispole. Uno dei due era inoltre completamente sprovvisto di porto di fucile nonché di licenza di caccia, in totale violazione della normativa oltre che sulla caccia anche di quella più restringente sulle armi. Al termine dell'accertamento al cacciatore regolarmente autorizzato è stata immediatamente ritirata la licenza.

Il Parco del Ticino sottolinea che gli episodi, verificatisi a un solo mese dall'apertura della stagione venatoria, confermano l'importanza dei controlli sul territorio svolti dal Settore Vigilanza dell'Ente in sinergia con i Carabinieri Forestali. Le attività di vigilanza proseguiranno per tutta la durata della stagione, a salvaguardia della fauna selvatica e nel rispetto delle normative a protezione dell'ecosistema naturale.

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