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Raccogliere le castagne in Appennino pavese: regole, quantità e dove andare

A differenza dei funghi, per le castagne in Lombardia non serve il tesserino: ma nei castagneti coltivati o privati la raccolta libera resta vietata.

Alta valle Staffora
Foto Terensky / Wikimedia Commons, CC BY 3.0
In breve
  • <parameter name="item">Niente tesserino regionale per le castagne
  • a differenza dei funghi (limite 3 kg/giorno nei boschi dell'Oltrepò)

In Appennino pavese, tra Santa Margherita di Staffora, Pian del Poggio e Val di Nizza, i castagneti sono tra le mete più frequentate dell'autunno. A differenza della raccolta dei funghi, per le castagne in Lombardia non esiste un tesserino regionale: la regola di fondo, valida anche in questo tratto di Oltrepò, è che il castagno ha quasi sempre un proprietario, e la raccolta libera è ammessa solo nei boschi non recintati.

Dove si può raccogliere e dove no

Nei castagneti da frutto coltivati la raccolta libera è vietata senza il consenso del proprietario, anche quando l'appezzamento sembra abbandonato o i frutti restano a terra. Si riconoscono dagli alberi innestati, dal sottobosco ripulito e spesso da recinzioni o cartelli, come spiegato in una guida alla raccolta delle castagne in Lombardia. Nei boschi liberi e non recintati, invece, la raccolta per uso personale è generalmente tollerata, nel rispetto dell'ambiente e delle eventuali ordinanze locali. Sui terreni privati serve comunque il consenso del proprietario, e nelle aree di rimboschimento recente la raccolta dei prodotti del sottobosco è vietata nei primi anni dall'impianto.

Diversa, e spesso confusa con quella delle castagne, è la disciplina dei funghi: nei boschi della Comunità Montana dell'Oltrepò Pavese, di cui fa parte anche il territorio di Santa Margherita di Staffora, la raccolta dei funghi epigei è subordinata all'acquisto di un permesso (10 euro quello giornaliero) e resta fissato un limite giornaliero di 3 kg pro capite, salvo per gli esemplari di Armillaria spp. (chiodini), per i quali non sono fissati limiti quantitativi. Per le castagne questo sistema di tesserini e contributi non si applica: eventuali limiti di quantità, dove previsti, sono stabiliti solo da regolamenti o ordinanze comunali locali, non da una norma regionale unica.

Quando andare e come riconoscere i frutti buoni

La stagione va indicativamente da ottobre a inizio novembre, con la maturazione che sale di quota insieme all'altitudine: più si sale, più tardi si raccoglie. Il momento migliore, in generale, è il giorno successivo a una pioggia, quando i ricci si staccano più facilmente dai rami. È utile distinguere castagna e marrone: nel riccio della castagna selvatica ci sono di norma tre frutti, con la buccia più scura; il marrone, frutto di varietà coltivate e innestate, si trova invece quasi sempre da uno a due per riccio, con buccia più chiara, ed è tipico proprio dei castagneti coltivati dove la raccolta libera non è ammessa.

Informazioni pratiche

  • Attrezzatura consigliata: guanti robusti, scarponcini, cesto di vimini o sacco di juta (mai sacchetti di plastica, che favoriscono la muffa); niente rastrelli o uncini, che danneggiano il sottobosco.
  • Dove informarsi su regole locali e castagneti privati: Comuni di Santa Margherita di Staffora e Val di Nizza, e Comunità Montana dell'Oltrepò Pavese per le aree boschive comprensoriali.
  • Raccolta funghi nella stessa zona: permesso giornaliero 10 euro, limite 3 kg al giorno, regole diverse da quelle delle castagne.

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