Tumori del timo, Mondino e San Matteo attivano una rete unica di cura
Fondazione Mondino e Policlinico San Matteo firmano un protocollo per un percorso diagnostico-terapeutico unico sui tumori rari del timo, con case manager dedicato.

- Firmato un protocollo interaziendale tra Fondazione Mondino e Policlinico San Matteo per i tumori del timo
- Attivata la rete RITTM, con un case manager infermieristico come punto di riferimento unico per il paziente
- Le valutazioni avvengono con un team multidisciplinare di otto specialisti diversi
- Contatti attivi per cittadini e medici: telefono e mail dedicati
Pavia avrà da ora un percorso unico e coordinato per la diagnosi e la cura dei tumori del timo, neoplasie rare della ghiandola situata nel torace dietro lo sterno. Fondazione Mondino e Policlinico San Matteo hanno firmato un protocollo interaziendale che istituisce ufficialmente un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA), affidato alla rete RITTM, acronimo di Rete Interaziendale per la diagnosi e il Trattamento dei Timomi e della Miastenia gravis.
Una rete per pazienti ambulatoriali e ricoverati
Il documento istituisce ufficialmente il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale, affidato alla rete RITTM, che prenderà in carico sia i pazienti ambulatoriali del territorio sia quelli ricoverati nei presidi ospedalieri della provincia. I tumori epiteliali del timo comprendono timomi, carcinomi timici e tumori neuroendocrini: si tratta di patologie rare, con il timoma - il più diffuso - che colpisce circa 0,15 persone ogni 100.000 abitanti all'anno, soprattutto tra i 50 e i 60 anni di età, e che insieme alle altre forme rappresenta circa un quinto dei tumori del mediastino.
Un elemento clinico rilevante riguarda il legame con le malattie autoimmuni: fino alla metà dei pazienti con timoma può sviluppare una malattia autoimmune, la più frequente delle quali è la miastenia gravis, patologia neuromuscolare causata da anticorpi che alterano la trasmissione degli impulsi nervosi ai muscoli. Non di rado la neoplasia viene individuata per caso durante accertamenti radiologici eseguiti per altri motivi, oppure resta a lungo senza sintomi evidenti.
Come accedere al percorso
Il paziente può entrare nella rete in diversi modi: su segnalazione del medico di famiglia o di uno specialista, dopo il riscontro occasionale di una massa nel mediastino, durante un ricovero oppure contattando direttamente la RITTM, anche tramite una prima televisita. Una volta preso in carico da un medico specialista del San Matteo, al paziente viene affiancato un case manager infermieristico che coordina visite, esami, comunicazione tra specialisti e dimissione.
Ogni caso viene discusso da un gruppo multidisciplinare che riunisce chirurgo toracico, neurologo, oncologo, pneumologo, radiologo, radioterapista, medico nucleare e anatomopatologo. Gli esami principali restano la TC del torace, l'eventuale PET per la stadiazione e l'esame istologico, con biopsia nei casi dubbi. Quando compaiono sintomi compatibili con la miastenia gravis, come diplopia o difficoltà a deglutire, i pazienti vengono indirizzati alla Neurologia della Fondazione Mondino.
Il San Matteo partecipa inoltre al network internazionale TYME, che raccoglie dati clinici anonimizzati per la ricerca su questi tumori rari e per favorire, quando possibile, l'accesso a terapie sperimentali.
La rete è raggiungibile al numero 0382-503531 o 338-4965281, oppure via mail all'indirizzo ambulatoriochirtor@smatteo.pv.it, sia da parte dei cittadini sia dei medici di famiglia e degli specialisti.



