Asili nido a Pavia: 446 euro al mese, sopra la media nazionale
Secondo l'analisi UIL, a Pavia una famiglia con ISEE 25mila euro spende 446 euro mensili per nido e mensa, più della media nazionale di 416 euro.

- UIL Pavia chiede investimenti stabili per abbassare le rette e aumentare i posti disponibili
Una famiglia pavese con un ISEE di 25mila euro spende in media 446 euro al mese per nido e mensa del proprio figlio, una cifra superiore alla media nazionale ma inferiore a quella lombarda. Lo rende noto la UIL, che ha condotto un'analisi sulle tariffe applicate nei capoluoghi di provincia della regione.
Il confronto con gli altri territori
Secondo i dati raccolti dall'organizzazione sindacale, per un nucleo familiare con un indicatore ISEE di 25.000 euro la spesa media mensile in Lombardia si attesta a 458 euro, superando il dato medio nazionale fissato a 416 euro. Le differenze tra le province lombarde sono marcate: i divari tra i territori oscillano tra i 102 euro registrati a Mantova e i livelli massimi di Sondrio con 641 euro, Varese con 605 euro, Lecco con 584 euro e Bergamo con 560 euro.
In questo quadro, con i suoi 446 euro mensili, Pavia si posiziona al di sotto della media regionale ma al di sopra di quella nazionale, collocandosi tra le province lombarde più virtuose pur senza raggiungere i livelli più contenuti registrati altrove.
La carenza di posti disponibili
Oltre al costo delle rette, l'analisi UIL evidenzia un problema di disponibilità del servizio: nell'anno educativo 2023-2024, il 59,5% dei servizi d'infanzia non è riuscito a soddisfare le richieste delle famiglie, con una percentuale che sale al 68,9% nel settore pubblico.
Le richieste del sindacato
Il coordinatore UIL Lombardia di Pavia, Carlo Barbieri, ha commentato: "A Pavia una famiglia con un ISEE di 25 mila euro arriva a spendere 446 euro al mese per nido e mensa, una cifra che pesa in modo significativo sul bilancio familiare". Barbieri ha aggiunto che, nonostante si tratti di un territorio virtuoso, quello della provincia è un costo superiore alla media nazionale che rende evidente quanto sia necessario intervenire per rendere il servizio realmente accessibile a tutte le famiglie.
Il coordinatore pavese ha sottolineato inoltre che il problema non riguarda solo le rette, ma anche la disponibilità effettiva dei posti e la capacità dei servizi di rispondere alla domanda, chiedendo investimenti stabili e un impegno concreto per garantire alla provincia un servizio pubblico di qualità.
A livello regionale, il Segretario Generale UIL Lombardia Antonio Albrizio ha ribadito che non si può accettare che il diritto all'asilo nido dipenda dal codice postale o dal Comune in cui una famiglia risiede, chiedendo risorse stabili per abbattere le rette su tutto il territorio regionale.



