Futuro Nazionale espelle l'imprenditore bronese Luca Sforzini
La Direzione Disciplinare del partito di Vannacci ha espulso l'imprenditore di Broni, già referente pavese del movimento. Dura la replica.

- Espulsione decisa dalla Direzione Disciplinare Nazionale di Futuro Nazionale
- Sforzini era referente del team 'Ticinum' per Pavia e tesserato numero 18
- Il partito parla di attacchi ad altri iscritti e descrizioni infondate del movimento
- Sforzini rivendica le critiche e parla di 'medaglia al merito'
L'imprenditore di Broni Luca Sforzini è stato espulso da Futuro Nazionale, il partito guidato dal generale Roberto Vannacci. La decisione, resa nota martedì 8 settembre, è stata presa dalla Direzione Disciplinare Nazionale del movimento.
Sforzini era stato referente del team "Ticinum" per la provincia di Pavia e aveva ospitato nel proprio Castello Sforzini a Castellar Ponzano, nel Tortonese, i primi incontri tra simpatizzanti di Futuro Nazionale provenienti dai territori pavese, alessandrino, vogherese e tortonese.
Secondo quanto riferito da fonti interne al partito, «la Direzione Disciplinare Nazionale di FN ha deliberato l'espulsione dell'iscritto Luca Sforzini, a seguito delle sue ripetute sortite sulla stampa e sui social network foriere di attacchi ad altri iscritti del partito e di descrizioni del movimento del tutto infondate». Alla delibera, come riportato dalle agenzie, hanno preso parte lo stesso Vannacci, il coordinatore nazionale Massimiliano Simoni, il responsabile organizzativo Edoardo Ziello e la responsabile del tesseramento Annamaria Frigo.
Nel comunicato il partito ha avvertito: «Se qualcuno pensa di utilizzare Futuro Nazionale per le proprie ambizioni personali – qui ci sono degli anticorpi talmente forti da bloccare qualsiasi tentativo di sabotaggio».
Immediata la replica di Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale e titolare, come lui stesso ha ricordato, della tessera numero 18 di Futuro Nazionale. «Leggo ed apprendo così dalle agenzie di stampa della mia espulsione da Futuro Nazionale. Evidentemente a Vannacci i grilli parlanti non piacciono e le cornacchie nere, che si sono ormai impossessate della gestione del partito, amano lanciarli contro il muro. Ma i fatti hanno la testa dura», ha dichiarato l'imprenditore bronese.
Sforzini ha rivendicato le proprie posizioni critiche delle ultime settimane, definendosi un liberale di destra storica e risorgimentale, fedele alla Costituzione repubblicana. «Se difendere la libertà di pensiero e la libera critica democratica significa essere considerati un corpo estraneo o un sabotatore, allora sono fiero di esser stato espulso dal partito», ha aggiunto, parlando di una «medaglia al merito». Ha inoltre respinto l'accusa di aver lavorato per danneggiare il movimento dall'interno, sostenendo di non rinnegare nulla di quanto detto e scritto nelle settimane precedenti all'espulsione.