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Garlasco, il comandante dei Carabinieri: "Chi ha sbagliato risponderà"

Il comandante generale dell'Arma, Salvatore Luongo, interviene al Tg1 sul caso Garlasco: massima trasparenza e fermezza se emergeranno responsabilità del Ris.

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Foto FabioRomanoni / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • Il comandante generale dei Carabinieri Salvatore Luongo è intervenuto al Tg1 sul caso Garlasco
  • Ha assicurato piena collaborazione dell'Arma con la magistratura di Pavia
  • Ha annunciato 'assoluta fermezza' in caso di responsabilità individuali accertate dalla giustizia
  • La Procura di Pavia ha aperto accertamenti sul lavoro del Ris di Parma nel 2007 sul caso Chiara Poggi

Il comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, Salvatore Luongo, è intervenuto al Tg1 sul caso Garlasco, al centro da settimane di una nuova fase di accertamenti condotta dalla Procura di Pavia sul lavoro svolto nel 2007 dal Ris di Parma durante le indagini sull'omicidio di Chiara Poggi.

"L'Arma dei carabinieri opera sempre nella massima trasparenza e nel rispetto della legge e della giustizia", ha dichiarato Luongo, sottolineando che "il Ris ha continuato a fornire il proprio supporto tecnico-scientifico agli approfondimenti d'indagine richiesti dall'autorità giudiziaria, con cui c'è una totale e piena collaborazione".

Il comandante generale ha difeso il ruolo del reparto scientifico, definendolo "un'eccellenza scientifica a livello internazionale, un punto di riferimento rigoroso". Allo stesso tempo ha aperto alla possibilità che emergano responsabilità individuali: "Se la magistratura accerterà irregolarità o responsabilità individuali del passato la risposta dell'Arma sarà di totale collaborazione e di massima trasparenza e anche assoluta fermezza". Eventuali colpe dei singoli, ha precisato, non dovranno ricadere sull'intero Corpo: "Eventuali errori o condotte illecite dei singoli non devono intaccare l'onorabilità di migliaia di carabinieri né del valore del Ris. Ma chi ha sbagliato ne risponderà in ogni sede perché la tutela della legalità viene prima di ogni cosa".

Luongo ha inoltre voluto rivolgere un pensiero alle famiglie coinvolte nella vicenda giudiziaria, ricordando il "dovere di ribadire di rispettare il dolore delle famiglie che sono state coinvolte in questa tragica vicenda".

Le parole del comandante generale arrivano in un momento delicato per l'inchiesta pavese. La Procura di Pavia, guidata dal procuratore Fabio Napoleone, ha riaperto il fascicolo relativo alle analisi genetiche compiute nel 2007 sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l'omicidio di Chiara Poggi. Nelle scorse settimane sono stati sentiti in Procura, tra gli altri, l'ex comandante del Ris di Parma Luciano Garofano e alcuni ufficiali allora in servizio, nell'ambito di accertamenti sui dati grezzi dei laboratori scientifici relativi al caso. Garofano, ascoltato dagli inquirenti, ha sempre escluso irregolarità nel lavoro svolto dal reparto che allora dirigeva.

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