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Garlasco, la difesa di Stasi chiede nuovi esami sulle impronte del dispenser

La difesa di Alberto Stasi sostiene che sul dispenser del sapone trovato nel bagno di via Pascoli ci siano impronte mai analizzate.

Palazzo del tribunale pavia
Foto d'archivio · Foto FabioRomanoni / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • L'elemento emerge da una memoria difensiva dell'agosto 2025 inserita tra gli atti della chiusura indagine sul nuovo indagato Andrea Sempio

La difesa di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l'omicidio di Chiara Poggi, chiede alla Procura di Pavia nuovi accertamenti sul dispenser del sapone trovato nel bagno al piano terra della villetta di via Pascoli a Garlasco, il luogo da cui sarebbe entrato l'assassino della giovane. Secondo gli avvocati di Stasi, Giada Bocellari e Antonio de Rensis, sull'oggetto sarebbero presenti "altre impronte digitali che, oggi, potrebbero essere analizzate e attribuite".

La richiesta è contenuta in una memoria difensiva dell'agosto 2025, inserita tra gli atti relativi alla chiusura delle indagini sul nuovo indagato Andrea Sempio. I legali sostengono che, oltre alle due impronte digitali attribuite all'ex fidanzato della vittima, altre tracce ritenute dal Ris di Parma non utili al confronto "non venivano riportate/elencate" nella relazione dattiloscopica degli investigatori. Non disponendo delle fotografie scattate sul reperto, scrivono i difensori, "non ci si era mai accorti che la situazione fosse ben differente da quella paventata dall'accusa".

Il dispenser era diventato un elemento rilevante nella condanna definitiva di Stasi, nonostante l'assenza di sangue nel sifone e la presenza di capelli che indicavano un lavabo non ripulito: secondo l'accusa, l'imputato avrebbe lasciato le proprie impronte nell'atto di riposizionare l'oggetto dopo essersi lavato le mani.

La relazione tecnica del 2017

Nel 2017, nell'ottica di una richiesta di revisione del processo, la difesa aveva chiesto al Ris di fornire le fotografie a colori del dispenser e dei rilievi dattiloscopici effettuati sullo stesso, per svolgere un'analisi specifica del reperto. Il materiale venne consegnato il 25 luglio 2017 e su quella base i legali fecero redigere una relazione tecnica dall'esperto Oscar Ghizzoni.

Secondo quanto riportato nella relazione, dei nove contatti presenti nella porzione fotografata nel 2007 dell'applicatore del sapone, almeno tre risultavano utili per un confronto, ma all'epoca ne furono utilizzati solamente due. L'esperto rileva inoltre che la presenza di molteplici e vari contatti e di colature di sapone porta a escludere un lavaggio dell'oggetto dopo il delitto, avvenuto il 13 agosto 2007, mentre un'osservazione più attenta evidenzierebbe la presenza di ulteriori impronte digitali che oggi potrebbero essere analizzate e attribuite.

La richiesta di nuovi accertamenti sul dispenser si inserisce nel più ampio quadro degli atti depositati dalla Procura di Pavia in vista della chiusura delle indagini a carico di Andrea Sempio, nuovo indagato per l'omicidio di Chiara Poggi.

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