martedì 6 ottobre 2026
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Garlasco, Sempio a Porta a Porta: "La condanna di Stasi è giusta"

Andrea Sempio, indagato dalla Procura di Pavia per l'omicidio di Chiara Poggi, ospite a Porta a Porta: "Non vivo più, bombardato da tv e social".

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Foto FabioRomanoni / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • Sempio, indagato dalla Procura di Pavia, si dice convinto della colpevolezza di Stasi
  • Racconta la pressione mediatica: giornalisti davanti casa, vita 'chiusa in camera o dall'avvocato'
  • Spera di chiarire la propria posizione già in udienza preliminare, senza arrivare a processo
  • Parla anche della paura dei genitori e delle difficoltà a immaginare il futuro

Andrea Sempio, l'uomo indagato dalla Procura di Pavia per l'omicidio di Chiara Poggi, è tornato a parlare pubblicamente della vicenda giudiziaria che lo riguarda, questa volta ospite della trasmissione Porta a Porta su Rai1, in onda martedì sera 6 ottobre. Al centro dell'intervista il giudizio sulla condanna di Alberto Stasi, la pressione mediatica che vive da mesi e i timori per il proprio futuro.

Interrogato sulla possibilità che la condanna di Stasi, l'ex fidanzato di Chiara Poggi condannato in via definitiva a 16 anni per l'omicidio della giovane di Garlasco, sia frutto di un errore giudiziario, Sempio ha escluso questa ipotesi. "Secondo me la condanna è giusta - ha detto - Ci sono cose che non mi convincono nel racconto alternativo che vedrebbe Stasi innocente. Alcune cose che vengono sollevate non mi convincono", ha dichiarato.

Sempio ha poi descritto le conseguenze dell'esposizione mediatica sulla propria quotidianità. "Davanti a casa nostra tu hai giornalisti che sono lì fissi tutto il giorno, vivi a fatica. Io dico che oggi non sto vivendo, perché realmente la mia vita oggi è o chiuso in camera o dall'avvocato o in trasferta quando magari andiamo a incontrare i consulenti, però realmente la mia vita è quella", ha affermato.

Alla domanda sulla paura dei genitori per la sua situazione, Sempio ha risposto in modo diretto, ammettendo che si tratta di un timore comprensibile vista la situazione. Interrogato su come potrebbe tornare alla normalità qualora la sua innocenza venisse riconosciuta, ha spiegato di preferire non interrogarsi troppo sul futuro: "Per il momento cerco di non interrogarmi. So che la macchia di assassino che se l'è cavata quella non te la levi, quella di sicuro no", ha detto ancora, aggiungendo di non sapere immaginare come potrà essere la propria vita in seguito, anche a causa del giudizio sociale che potrebbe accompagnarlo ancora a lungo.

Nel corso della stessa intervista, riporta l'agenzia Adnkronos, Sempio ha toccato anche altri temi al centro dell'inchiesta, dall'impronta 33 trovata sul muro dell'abitazione di Garlasco alla questione della scarpa e del Dna, respingendo ogni coinvolgimento nel delitto del 13 agosto 2007 e dicendosi fiducioso di poter chiarire la propria posizione già in sede di udienza preliminare, senza dover affrontare un processo vero e proprio.

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