Garlasco, la Procura di Pavia: analisi Dna favorevoli a Stasi non consegnate nel 2007
Nel comunicato di chiusura indagini su Sempio, la Procura di Pavia rivela due contro-analisi del 2007 mai consegnate, negative sul Dna della vittima sui pedali della bici di Stasi.

- Il procuratore di Pavia Fabio Napoleone: la Procura generale di Milano sarà tenuta informata
La Procura di Pavia, nel comunicato di chiusura delle indagini a carico di Andrea Sempio per l'omicidio di Chiara Poggi, ha reso noto un elemento che riguarda direttamente la posizione di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per lo stesso delitto, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007.
Le due contro-analisi del 2007
Secondo quanto emerge dal fascicolo, una consulenza firmata dai genetisti Ugo Ricci e Pasquale Linarello, basata sui dati grezzi consegnati il 6 novembre 2025 alla Procura di Pavia dal Ris di Parma, ha rilevato la presenza di due contro-analisi, entrambe eseguite il 20 settembre 2007, con esito "totalmente negativo" rispetto al risultato del giorno prima che rilevava invece la presenza "oltre ogni ragionevole dubbio" del Dna della vittima sui pedali della bicicletta bordeaux. Alberto Stasi è stato fermato per un dato scientifico già smentito prima del fermo, non convalidato, del 24 settembre 2007.
Per i consulenti della difesa, si tratta di riscontri scientifici idonei "a scagionare Alberto Stasi già 19 anni fa, ma non esistenti nel fascicolo della Procura di Vigevano". Secondo la difesa, rappresentata dagli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis, quel dato "indirizzó irrimediabilmente le indagini del 2007" e su di esso "fu costruito gran parte del castello accusatorio contro Stasi".
Verso la richiesta di revisione
Dopo il deposito degli atti, i legali di Stasi hanno annunciato di voler presentare istanza di revisione del processo. L'avvocata Bocellari ha dichiarato: "Se viene meno il dna sui pedali viene meno tutta la condanna", mentre l'avvocato De Rensis ha sostenuto di non vedere Stasi sulla scena del crimine.
Il procuratore di Pavia Fabio Napoleone ha precisato che non risulta ancora formalizzata alcuna richiesta alla Procura generale di Milano, competente per un'eventuale revisione: "Nessuna richiesta finalizzata alla formulazione di una proposta di revisione della sentenza di condanna di Alberto Stasi è mai stata rivolta al Procuratore Generale, la quale è stata e sarà tenuta informata in relazione a ogni aspetto ritenuto di possibile interesse".
Dal canto suo, la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni ha sottolineato che la strada verso la revisione "è lunga e tortuosa", precisando che la Procura generale non ha ancora ricevuto i nuovi atti dalla Procura di Pavia relativi all'inchiesta appena chiusa su Sempio.
