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Mortara, la morte di Francesco Ancona nel 1987 fu omicidio, non suicidio

La consulenza autoptica della professoressa Cattaneo smentisce il suicidio: l'operaio fu aggredito nel 1987. Due indagati, tra cui la moglie.

Monumental Cemetery of Mortara (entrance)
Foto LIUC06ali / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • Il caso era stato riaperto nel settembre 2024 grazie ad atti della Procura di Trapani

A quasi quarant'anni dalla morte di Francesco Ancona, operaio di 48 anni trovato senza vita l'11 febbraio 1987 lungo la strada che da Mortara porta a Ceretto, in provincia di Pavia, una nuova consulenza medico-legale esclude l'ipotesi del suicidio e conferma quella dell'omicidio. A deporre in questo senso è la relazione firmata dalla professoressa Cristina Cattaneo, incaricata dalla Procura di Pavia nel luglio 2025 di riesaminare le cause del decesso dopo la riesumazione della salma.

I colpi alla testa e l'agonia

Secondo gli accertamenti, Ancona sarebbe stato colpito ripetutamente alla testa con un corpo contundente e avrebbe tentato di difendersi, come testimonia una lesione riscontrata alla mano sinistra. La morte non sarebbe stata immediata: l'uomo sarebbe rimasto in agonia per circa un'ora prima di spirare. La consulenza non ha inoltre riscontrato evidenze di una sindrome depressiva, elemento che secondo gli investigatori indebolisce ulteriormente la tesi del gesto volontario accolta nel 1987.

Gli indagati e il possibile movente

Nel fascicolo risultano indagate due persone, tra cui la moglie della vittima, 75 anni, residente a Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani. Secondo quanto riportato da Il Giorno e dall'agenzia Ansa, l'indagine si starebbe concentrando anche su un presunto sicario. Tra le piste al vaglio degli inquirenti c'è un movente legato a una relazione extraconiugale della donna. Gli investigatori hanno anche ricostruito un anomalo stato di debolezza fisica manifestato da Ancona negli ultimi giorni di vita, compatibile con un tentativo di avvelenamento, e hanno rilevato tracce di benzina sul corpo e sugli indumenti, elemento ritenuto compatibile con un tentativo fallito di disfarsi del cadavere.

La riapertura del caso

Le indagini erano state riaperte nel settembre 2024, dopo che la Procura di Trapani aveva trasmesso a quella di Pavia alcuni atti relativi a un procedimento a carico della moglie della vittima per il tentato omicidio del figlio, procedimento dal quale la donna era stata assolta nel 2023. Proprio da quegli atti sono emersi gli elementi che hanno permesso di riaprire il fascicolo sulla morte di Ancona. I figli della vittima avevano manifestato fin da subito, nel 1987, forti sospetti sulla natura del decesso, ipotizzando una responsabilità delle due persone oggi indagate; all'epoca, tuttavia, gli accertamenti si erano orientati rapidamente verso il suicidio. Con il deposito della consulenza autoptica l'inchiesta si avvicina alla conclusione, mentre restano da definire gli elementi relativi al movente e alle responsabilità individuali.

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