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Pavia, 5 morti sul lavoro nei primi otto mesi 2026: indice in zona gialla

L'Osservatorio Vega colloca la provincia in zona gialla con indice di 20,7 morti per milione di occupati, vicino alla media nazionale.

Pavia Piazza della Vittoria
Foto d'archivio · Foto Zairon / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • Cinque decessi sul lavoro in provincia di Pavia da gennaio ad agosto 2026
  • Indice di incidenza pavese: 20,7 morti per milione di occupati, contro media nazionale di 20,9
  • In Lombardia 101 vittime complessive (+4,1% sul 2025), con boom di decessi tra lavoratori stranieri (+133%)
  • Lodi, Brescia e Mantova in zona rossa; Pavia in zona gialla insieme a Bergamo e Varese

La provincia di Pavia ha registrato cinque morti sul lavoro tra gennaio e agosto 2026, con un'incidenza di 20,7 decessi per milione di occupati che colloca il territorio in zona gialla, poco sotto la media nazionale di 20,9. Lo rileva l'ultimo aggiornamento dell'Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega di Mestre, che elabora i dati INAIL su scala regionale e provinciale.

Il numero delle vittime pavesi, secondo l'Osservatorio, non si discosta da quello della provincia di Lodi, ferma anch'essa a cinque decessi, ma si colloca in una fascia di rischio diversa: Lodi è infatti in zona rossa con un'incidenza di 49,6 morti per milione di occupati, contro il 20,7 di Pavia. In zona gialla, oltre a Pavia, figurano anche Bergamo (18,2) e Varese (17,6), mentre risultano in zona rossa, oltre a Lodi, anche Brescia (35,5) e Mantova (32,6).

L'andamento nel territorio pavese

Il dato di fine agosto segna un'accelerazione rispetto alla fotografia scattata dallo stesso Osservatorio al 30 giugno 2026, quando la provincia di Pavia contava tre infortuni mortali e un indice di incidenza pari a 12,4 morti per milione di occupati. Nei due mesi successivi le vittime sono dunque salite da tre a cinque e l'indice è quasi raddoppiato, passando da 12,4 a 20,7.

Il quadro regionale

In Lombardia le vittime complessive nei primi otto mesi del 2026 sono 101, il 4,1% in più rispetto alle 97 dello stesso periodo del 2025. Le morti avvenute durante l'attività lavorativa sono passate da 68 a 76 (+11,8%), mentre i decessi in itinere sono scesi da 29 a 25. Il dato più critico riguarda i lavoratori stranieri: le vittime in occasione di lavoro sono salite da 12 a 28, con un incremento del 133%, arrivando a rappresentare il 36,8% del totale dei decessi avvenuti durante l'attività lavorativa in regione.

Per numero assoluto di vittime, Milano guida la graduatoria regionale con 26 decessi, seguita da Brescia con 22 e Bergamo con 14. Aumentano anche le denunce di infortunio sul lavoro in Lombardia, salite a 62.126 contro le 58.252 dello stesso periodo del 2025 (+6,7%).

"Il bilancio dei primi otto mesi del 2026 restituisce un quadro preoccupante della sicurezza sul lavoro in Lombardia", ha dichiarato l'ingegner Mauro Rossato, presidente dell'Osservatorio Vega, sottolineando come il numero delle vittime straniere in occasione di lavoro sia "più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente".

La classificazione dell'Osservatorio individua quattro fasce: zona bianca per incidenze inferiori al 75% della media nazionale, zona gialla tra il 75% e il 100%, zona arancione fino al 125% e zona rossa oltre questa soglia.

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