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Claudio Cabrini, il cantante pavese che portò la sua voce a Sanremo con Cutugno

Ritratto del cantante pavese Claudio Cabrini, corista di Fiordaliso a Sanremo 1988 e 1989 e amico di Toto Cutugno.

at the Oldtown, Pavia, Province of Pavia, Region of Lombardy, Italy
Foto Zairon / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • Cabrini ha accompagnato Fiordaliso all'Ariston nel 1988 con "Per noi" e nel 1989 con "Se non avessi te", entrambe scritte da Toto Cutugno
  • La sua carriera musicale parte nel 1970 con i Ghibli e prosegue con i Crema nel 1972 e i Piper Club dal 1982
  • Dopo una pausa dal 1992, è tornato sul palco e nel 2009, a 59 anni, ha pubblicato il suo unico album solista "Il ritorno di una favola"
  • Per tutta la vita ha lavorato come dipendente del Comune di Pavia, alternando l'impiego all'attività di musicista

A Pavia, in un appartamento che custodisce foto in bianco e nero, spartiti ingialliti e vecchie musicassette, vive Claudio Cabrini, voce storica della musica pavese che negli anni Ottanta ha calcato il palco dell'Ariston al fianco di Fiordaliso.

Cabrini ha accompagnato la cantante piacentina al Festival di Sanremo nel 1988 con il brano "Per noi" e l'anno successivo con "Se non avessi te", entrambe scritte da Toto Cutugno, che lo volle al suo fianco dopo averlo notato mentre si esibiva con i Piper Club, la sua band di revival anni Sessanta.

Il legame tra i due artisti non si è mai limitato al palcoscenico: tra i cimeli conservati nella sua abitazione, Cabrini custodisce anche registrazioni inedite nate da sessioni private con Cutugno, mai pubblicate.

Una carriera cominciata nel 1970

Il percorso musicale di Cabrini affonda le radici nel 1970, quando debutta con il gruppo dei Ghibli. Nel 1972 fonda i Crema, formazione che lo avvicina al rock, mentre nel 1982 dà vita ai Piper Club, la band che lo porterà all'incontro decisivo con Cutugno. Dopo l'esperienza sanremese, nel 1992 la carriera si interrompe bruscamente; il ritorno sulle scene avviene solo nel 2005.

Nonostante i successi, Cabrini ha sempre mantenuto un doppio binario, lavorando per tutta la vita come dipendente del Comune di Pavia e riservando alla musica le serate e i palchi dei locali cittadini. Di sé stesso dice: «Un dilettante in mezzo ai professionisti».

Il suo unico album da solista, "Il ritorno di una favola", è arrivato soltanto nel 2009, quando Cabrini aveva 59 anni: un disco di sei brani prodotto da Al King Music, l'etichetta legata ai Matia Bazar, nato - come racconta lo stesso cantante in interviste dell'epoca - da un incontro casuale con un vecchio amico che gli propose di registrare alcuni provini rimasti nel cassetto.

Oggi, tra le pareti della sua casa-museo a Pavia, quella storia continua a essere raccontata attraverso i nastri, le fotografie e gli strumenti che hanno accompagnato oltre cinquant'anni di musica dal vivo, tra piazze, locali e palchi importanti del panorama nazionale.

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