domenica 1 novembre 2026
IN DIRETTAAggiornato alle 16:32 · 9 notizie oggi
Il quotidiano online della provincia di Pavia
Cultura · Pavia

Pavia, Gianfranco «Bombino» Manenti compie 80 anni tra teatro e dialetto

Gianfranco Manenti, storico interprete del teatro dialettale pavese noto come "Bombino", festeggia 80 anni tra ricordi di palco e passione per i giovani.

Pavia, Italy - Covered bridge on Ticino river
Foto Luigi Chiesa / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0
In breve
  • Gianfranco Manenti, detto Bombino, compie 80 anni
  • Il soprannome deriva dal padre Bomba, noto per i tuffi dal tetto della chiesa del Ponte Coperto nel Ticino
  • Debuttò a teatro accanto a Cesare Volta con la commedia Al dì d'la lusèrta
  • Ha ricevuto la Civica Benemerenza di San Siro e oggi insegna teatro ai più giovani

Gianfranco Manenti, storico interprete del teatro dialettale pavese conosciuto in città come "Bombino", ha compiuto 80 anni. Geometra in pensione, già impiegato al cimitero di Pavia, formatosi da bambino dalle Suore Canossiane, Manenti ha legato la propria vita al teatro popolare in vernacolo pavese, diventandone negli anni una delle figure più riconoscibili.

Il soprannome "Bombino" affonda le radici in una storia familiare: è il figlio del "Bomba", il padre rimasto nella memoria cittadina per i tuffi compiuti dal tetto della chiesa sul Ponte Coperto, nelle acque del Ticino.

Il debutto con Cesare Volta

La carriera teatrale di Manenti iniziò quando era ancora ragazzo, con un debutto accanto a Cesare Volta nella commedia "Al dì d'la lusèrta" (Il giorno della lucertola). Quel palco porta oggi il nome dell'artista che lo accompagnò all'esordio: il CineTeatro del quartiere Scala è stato infatti intitolato al regista pavese Cesare Volta nel 2001, come ricorda il Comune di Pavia sul proprio sito istituzionale.

Per quell'esperienza e per il percorso artistico successivo, Manenti ha ricevuto nel tempo la Civica Benemerenza di San Siro. Si tratta della massima onorificenza civica del Comune di Pavia: una medaglia d'oro raffigurante il Regisole, accompagnata da un diploma firmato dal sindaco, che viene assegnata ogni anno con una cerimonia solenne il 9 dicembre, giorno della festività del patrono cittadino, a chi ha giovato alla città nelle arti, nella cultura o con atti di solidarietà.

L'impegno con i giovani

Conclusa l'attività sul palco, Manenti ha scelto di trasmettere la propria esperienza insegnando teatro ai ragazzi. "Il teatro e le nostre tradizioni uniscono", ha detto Manenti, aggiungendo che oggi il teatro sarebbe un rimedio per i giovani, sempre più isolati dentro gli schermi dei telefoni.

Nel ricordare il proprio percorso, Manenti ha voluto citare i compagni di una vita nella cultura pavese: Mino Milani, Angelo Grilli, Walter Vai, Silvio Negroni e Claudio Cabrini, tra gli altri nomi legati alla tradizione dialettale e artistica della città.

Leggi anche