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Logistica in Oltrepò: il polo di Casei Gerola e l'asse Broni-Mortara

Magazzini, investimenti e centinaia di posti di lavoro lungo l'asse viario tra Broni e Mortara: la mappa della logistica pavese tra crescita e vertenze.

Church San Giovanni Battista and Town hall (Piazza Francesco Meardi) in Casei Gerola, Province of Pavia, Lombardy, Italy
Foto LigaDue / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
In breve
  • Non mancano le criticità occupazionali
  • come la vertenza Gottardo a Broni che nel 2024 ha coinvolto 200 lavoratori

La provincia di Pavia, e in particolare la fascia che da Broni scende verso Mortara passando per l'Oltrepò e la Lomellina, è diventata negli ultimi anni uno dei nodi logistici più dinamici della Lombardia. A fare da traino è soprattutto la posizione geografica: l'incrocio tra l'autostrada A7 Milano-Genova e l'A21 Torino-Brescia rende quest'area baricentrica rispetto ai grandi capoluoghi del Nord-Ovest, una caratteristica che negli ultimi cinque anni ha attirato investitori immobiliari internazionali e operatori della logistica conto terzi.

Il Casei Gerola Logistics Park

Il progetto più rilevante per dimensioni è il Casei Gerola Logistics Park, promosso dal fondo statunitense Invesco. Il comune di Casei Gerola, in provincia di Pavia, ospita un centro logistico composto da due immobili di classe A per complessivi 110.330 metri quadrati di spazi. Il complesso punta a ottenere la certificazione Leed Platinum e la sua progettazione ha seguito in tutte le fasi i criteri Esg, con "pompe di calore idroniche e pannelli fotovoltaici in copertura, oltre ad impianti idrico-sanitari collegati a sensori di presenza per evitare sprechi". Il nuovo hub logistico è ubicato in prossimità delle Autostrade A7 Milano/Genova e A21 Torino/Brescia.

Il primo operatore a insediarsi nel parco è stato ID Logistics, multinazionale francese della logistica conto terzi, che nel giugno 2022 ha aperto qui il suo primo impianto italiano. La struttura, operativa dal 1° giugno 2022, è dedicata alla gestione di prodotti non sortable e si estende su una superficie di 62.900 metri quadrati, con una capacità operativa di 54mila metri cubi, in grado di ricevere 55mila unità al giorno e spedirne fino a 60mila verso oltre 80 destinazioni. Sul fronte occupazionale, il magazzino dà lavoro a 350 addetti, che possono crescere fino a 500 nei periodi di picco stagionale, e ha ottenuto la certificazione Leed Premium grazie anche alla presenza di pannelli solari, illuminazione a Led e un sistema di riutilizzo delle acque. L'identità del cliente finale non è mai stata resa nota ufficialmente, anche se all'epoca del progetto diverse testate di settore avevano indicato Amazon come possibile locatario.

Nuovi insediamenti in arrivo

Il polo logistico di Casei Gerola continua a crescere anche al di fuori del parco originario. Nell'agosto 2025 è stata ceduta un'area che un tempo ospitava la fornace La Cecosa Laterizi, rilevata da Figura11, società di sviluppo immobiliare del gruppo Cordifin. Il progetto prevede la demolizione degli edifici esistenti e la realizzazione di un nuovo magazzino logistico con una superficie lorda di pavimento complessiva di circa 35mila metri quadri, comprensivo di un nuovo accesso stradale pensato per evitare l'ingresso dei camion nel centro abitato.

Le ombre della crisi: la vertenza Gottardo a Broni

Accanto alla crescita degli investimenti, l'asse Broni-Mortara ha conosciuto anche momenti di forte tensione occupazionale. Nella primavera del 2024 l'azienda Gottardo ha annunciato l'intenzione di chiudere il polo logistico di Broni, legato alla distribuzione dei prodotti del marchio Tigotà, aprendo una procedura di licenziamento collettivo che ha coinvolto 200 lavoratori. Secondo quanto riportato dal sindacato Cub Trasporti, che ha organizzato una manifestazione di protesta, si sono tenuti incontri in Prefettura tra azienda e sindacati per cercare una soluzione alla vertenza, che riguardava una realtà come Broni, comune di circa 10.000 abitanti, con ricadute dirette su un decimo della popolazione considerando i nuclei familiari coinvolti.

La vicenda mostra il doppio volto di un settore che, lungo lo stesso corridoio infrastrutturale, vede insieme nuovi investimenti multimilionari e crisi occupazionali legate ai cicli della grande distribuzione e dell'e-commerce, con un impatto diretto sulle famiglie del territorio.

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