Garlasco, l'ipotesi di un data center nell'area ex Record apre il dibattito
Una richiesta di allaccio a Terna riaccende il dibattito su un possibile data center nell'ex Record. Il Comune: nessun progetto sul tavolo.

- <parameter name="item">Comitati ambientalisti preoccupati dopo una richiesta di allaccio alla rete elettrica presentata a Terna
A Garlasco si discute dell'ipotesi, per ora non confermata, di realizzare un data center nell'area dell'ex Record, il sito industriale dismesso alle porte del paese. A far crescere l'attenzione dei comitati ambientalisti locali è stata una richiesta di allaccio alla rete elettrica presentata alla società Terna dai proprietari dei terreni, passaggio che in altri casi in provincia ha preceduto la presentazione di progetti per centri dati.
L'assessore all'Urbanistica Francesco Santagostino ha chiarito che al momento non risulta alcuna proposta concreta: «Le voci sono arrivate anche a noi, ma al momento non c'è nulla di concreto», ha dichiarato, precisando che sui tavoli tecnici del Comune non è ancora arrivato alcun progetto di sviluppo relativo a un data center.
Nell'area, che si estende per circa 400mila metri quadrati tra via Pavia e il confine con Gropello Cairoli, sono in corso da tempo gli interventi di bonifica del sito, dove in passato si producevano piastrelle per esterni. I terreni sono stati acquistati circa due anni e mezzo fa da una società che sta seguendo le operazioni di pulizia, propedeutiche a un futuro piano di recupero dell'area. In base a una recente revisione del piano delle regole del Comune, sull'area potrebbero sorgere in alternativa anche un polo logistico, aree verdi o parcheggi.
L'ipotesi del data center ha comunque spinto i comitati ambientalisti a organizzare un incontro pubblico alla sala polivalente per illustrare alla cittadinanza le caratteristiche di queste infrastrutture. Secondo gli ambientalisti, i data center richiedono un funzionamento continuo, 24 ore su 24 per tutto l'anno, con consumi energetici molto elevati e la necessità di sistemi di raffreddamento efficienti, in alcuni casi basati sull'uso di acqua. Tra i temi sollevati anche le dimensioni delle strutture, che possono occupare superfici estese quanto diversi campi da calcio, il possibile effetto sul microclima locale legato al fenomeno delle isole di calore, e il rapporto tra l'entità degli investimenti e il numero limitato di posti di lavoro diretti che queste strutture generalmente creano.
Per il momento, a Garlasco non esiste alcun progetto ufficiale da valutare. Sarà l'eventuale presentazione di una proposta concreta, seguita dal relativo percorso autorizzativo, a chiarire se l'area ex Record potrà davvero ospitare un'infrastruttura di questo tipo.