Garlasco, spunta il verbale 2007 del Ris sui pedali della bici di Stasi
La Procura di Pavia riesamina il verbale del 24 settembre 2007 del Ris di Parma sul Dna trovato sui pedali della bici di Alberto Stasi.

- Riemerge il verbale di operazioni tecniche del Ris di Parma del 24 settembre 2007 sui pedali della bici di Stasi
- Il 19 settembre fu trovato Dna di Chiara Poggi sui pedali, ma due test del giorno successivo diedero esito negativo
- Il consulente della Procura Carlo Previderé definisce il primo dato 'solido' in termini di riproducibilità e attendibilità
- Aperto un nuovo fascicolo con cinque testimonianze degli ex uomini del Ris di Parma
Un nuovo capitolo si apre nell'inchiesta sul delitto di Garlasco, con la riemersione di un verbale di operazioni tecniche risalente al 24 settembre 2007, giorno del fermo di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi. Il documento, relativo alle analisi del Ris di Parma sui pedali della bicicletta Umberto Dei di proprietà di Stasi, è tornato al centro dell'attenzione della Procura di Pavia nell'ambito del filone d'indagine aperto sul caso.
Secondo quanto riportato dall'agenzia Adnkronos, nel verbale di operazioni tecniche del 24 settembre 2007, negli uffici del Ris, alle ore 11.30, il capitano Alberto Marino, consulente tecnico per la Procura di Vigevano, "ha fatto prendere visione dei risultati sinora ottenuti ai consulenti tecnici delle parti, professor Francesco Maria Avato, e i genetisti Fabbri e Marzio Capra". Quel giorno, sui pedali della bicicletta risultava presente il Dna della vittima. Un indizio che neppure il consulente della Procura di Pavia Carlo Previderé mette in dubbio, ritenendo quello del 19 settembre 2007 un "dato solido" in termini "di riproducibilità e attendibilità", tanto che nessun consulente o perito ha mai messo in discussione la qualità e l'attribuzione di tale profilo alla vittima, come scritto nella relazione dello scorso 15 settembre.
Il nodo riguarda però due test effettuati il giorno successivo, il 20 settembre 2007, con esito negativo. Interrogato sul punto, il pm Civardi ha osservato: "ma visto che dei due tracciati nessuno ha mai saputo nulla, nessuno si è mai posto il problema", mentre Marino ha replicato: "Ora però dovremmo avere prova certa che al consulente non siano mai stati mostrati [...] Adesso sembra che gli abbiamo negato la possibilità del contraddittorio. Non penso sia così", aggiungendo di non poter escludere di aver mostrato anche ai consulenti della difesa i risultati negativi.
Sempre secondo quanto emerso dagli atti, sulla scelta di ripetere le analisi il giorno dopo aver ottenuto un risultato netto, decisione che Marino definisce "uno sciocco eccesso di zelo", si è aperto un nuovo fascicolo sul caso Garlasco che vede al centro cinque testimonianze di chi, nel 2007, lavorava al Ris di Parma. Tra le testimonianze raccolte dai pm figura anche quella dell'ex comandante del reparto, Luciano Garofano, chiamato a chiarire la propria versione dei fatti sulla gestione di quei risultati contrastanti. L'inchiesta, condotta dalla Procura di Pavia, è ancora in corso.