San Matteo, ricercatori del Policlinico tra i più citati a livello internazionale
Numerosi ricercatori del Policlinico San Matteo di Pavia nel database Stanford-Elsevier degli scienziati più citati a livello internazionale.

- Il database è realizzato da Stanford University ed Elsevier sulla base dei dati bibliometrici Scopus
- Comprende sia ricercatori attivi sia figure storiche della ricerca pavese
- Lo scorso anno (ottobre 2025) i ricercatori del San Matteo inseriti nella classifica erano 39
- Il riconoscimento valorizza anche l'integrazione tra Policlinico e Università di Pavia
Numerosi ricercatori dell'IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia figurano nel database internazionale degli scienziati con il maggiore impatto delle pubblicazioni scientifiche, realizzato nell'ambito della collaborazione tra Stanford University ed Elsevier. Lo comunica il Policlinico pavese in una nota diffusa il 4 novembre 2026.
Numerosi ricercatori dell'IRCCS Policlinico San Matteo figurano nel database internazionale degli scienziati con il maggiore impatto delle pubblicazioni scientifiche, realizzato nell'ambito della collaborazione tra Stanford University ed Elsevier sulla base dei dati bibliometrici Scopus. Secondo il Policlinico, il risultato richiama il contributo della ricerca pavese alla comunità scientifica internazionale e offre l'occasione per valorizzare il patrimonio di conoscenze e collaborazioni dell'istituto.
I nomi inseriti nell'elenco
Tra i ricercatori presenti nella lista figurano, tra gli altri, Andrea Anderloni, Luca Ansaloni, Fausto Baldanti, Raffaele Bruno, Marco Benazzo, Riccardo Caccialanza, Leonardo De Luca, Antonio Di Sabatino, Massimiliano Gnecchi, Amelia Licari, Luca Malcovati, Rossella Nappi, Laura Obici, Ester Orlandi, Giovanni Palladini, Paolo Pedrazzoli, Andrea Pietrabissa e Arsenio Spinillo.
L'elenco comprende inoltre clinici e ricercatori universitari che operano all'interno del Policlinico: Ilaria Brambilla, Enrico Brunetti, Riccardo Castagnoli, Giovanni Cecchetto, Emanuele Cereda, Lorenzo Cobianchi, Bice Conti, Giuseppe Derosa, oltre a Paola Fugazzola, Barbara Gardella, Stefano Ghio, Marco Lenti, Paolo Milani, Alessandro Pecci, Silvia Pisani, Elisa Rumi, Gabriele Savioli, Guido Tavazzi e Alessandro Vanoli. Tra i nominativi figura anche la professoressa Anna Odone, della Direzione Programma Sanità in staff alla Direzione Sanitaria.
Il database include anche figure che appartengono alla storia della ricerca del San Matteo, tra cui Giampaolo Merlini, Eloisa Arbustini, Gianluigi Marseglia, Carlomaurizio Montecucco, Mario Mondelli, Giovanni Barosi, Gino Corazza e Catherine Klersy.
Come funziona la classifica
La selezione del database si basa su diversi indicatori bibliometrici, tra cui il numero di citazioni, l'indice h e un indicatore composito che considera anche il contributo degli autori e il ruolo ricoperto nelle pubblicazioni, tenendo conto delle specificità delle discipline. Il Policlinico precisa che questi indicatori descrivono l'impatto delle pubblicazioni nella comunità scientifica, ma non costituiscono da soli una misura della qualità dell'assistenza o degli esiti clinici.
Il database, elaborato da un gruppo coordinato dall'Università di Stanford in collaborazione con Elsevier, individua ogni anno gli studiosi con il maggiore impatto citazionale tra i ricercatori profilati sulla piattaforma Scopus. Non è la prima volta che il San Matteo ottiene questo riconoscimento: nell'edizione pubblicata nell'ottobre 2025, lo stesso Policlinico aveva reso noto che erano 39 i propri ricercatori inseriti nella classifica mondiale.
Il Policlinico sottolinea che il risultato riguarda anche il lavoro collettivo di équipe cliniche, laboratori, personale sanitario, tecnico e amministrativo, e che l'obiettivo resta sostenere la ricerca traslazionale e le collaborazioni multidisciplinari, in stretta integrazione con l'Università di Pavia.
Fonte: Policlinico San Matteo




