Usura al 240% e minacce: arrestato 76enne della provincia di Pavia
Un 76enne residente nel Pavese è stato arrestato dalla Guardia di Finanza di Milano per usura, estorsione e riciclaggio: tassi al 240% annuo e minacce ai familiari.

- Arresto eseguito dalla Guardia di Finanza di Milano su ordinanza del GIP, su richiesta della Procura di Milano
- Contestati usura, estorsione e riciclaggio: tasso d'interesse ricostruito al 240% annuo
- Individuate almeno quattro-cinque presunte vittime, tutte imprenditori in difficoltà economica
- Trovati oltre 43mila euro in banconote macchiate da un furto a un bancomat e una pistola illegale
Un uomo di 76 anni, residente in provincia di Pavia, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza con l'accusa di usura, estorsione e riciclaggio. Il provvedimento di custodia cautelare in carcere è stato eseguito il 30 settembre dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Milano, su ordinanza emessa dal GIP del Tribunale di Milano su richiesta della Procura della Repubblica.
Le indagini
Le indagini, sviluppate dalla Compagnia di Paderno Dugnano, hanno preso avvio dalla denuncia di un imprenditore che, dopo aver ottenuto da un conoscente un prestito di denaro necessario a superare un momento di temporanea difficoltà economica, si è trovato a dover far fronte a richieste di interessi esorbitanti. Secondo gli investigatori, il rapporto nato come un prestito tra conoscenti si sarebbe presto trasformato in un meccanismo di vessazione economica.
Gli approfondimenti della Guardia di Finanza avrebbero permesso di individuare altre vittime, tutte imprenditori in difficoltà economica temporanea. Il sistema contabile applicato prevedeva che, a fronte del capitale erogato, i debitori dovessero versare ogni mese il 20% della somma a titolo di soli interessi, arrivando a un tasso annuo del 240%. In caso di mancato pagamento, gli interessi maturati venivano aggiunti al debito iniziale, facendo crescere ulteriormente la somma da restituire.
Minacce e riciclaggio
In almeno un episodio, secondo l'accusa, il 76enne avrebbe minacciato l'imprenditore coinvolto e i suoi familiari per ottenere il pagamento di quanto preteso, un comportamento che ha portato alla contestazione anche del reato di estorsione.
Le indagini hanno fatto emergere anche un profilo di riciclaggio: durante un controllo della Guardia di Finanza, l'uomo è stato trovato in possesso di oltre 43.000 euro in banconote macchiate di inchiostro in quanto provenienti da un furto con effrazione ad uno sportello ATM. Nella stessa occasione i finanzieri hanno sequestrato anche una pistola detenuta illegalmente, insieme alle relative munizioni, per cui l'uomo era già stato arrestato in flagranza di reato.
Gli accertamenti hanno inoltre fatto emergere, secondo quanto riferito dagli investigatori, un elevato tenore di vita dell'indagato, risultato proprietario di immobili e di otto autovetture, tra cui un'auto di lusso, a fronte di una quasi totale assenza di redditi leciti.
Come previsto dalla legge, il 76enne, sottoposto alle indagini preliminari, deve essere considerato non colpevole fino a eventuale sentenza di condanna definitiva.

