Garlasco, la morte di Giovanni Ferri nel 2010: analisi del Dna sul coltello
La Procura di Pavia dispone analisi genetiche su coltello e fazzoletti insanguinati legati alla morte, nel 2010, dell'88enne Giovanni Ferri.

- La Procura di Pavia ha disposto analisi genetiche sul manico di un coltello e su fazzoletti insanguinati
- I reperti erano accanto al corpo di Giovanni Ferri, trovato morto il 22 novembre 2010 in via Mulino a Garlasco
- L'ipotesi di reato è ora omicidio volontario, dopo che nel 2010 si era concluso per suicidio
- La famiglia ha nominato un proprio consulente in vista di eventuali accertamenti irripetibili
La Procura di Pavia ha disposto accertamenti genetici sul manico di un coltello e su fazzoletti intrisi di sangue ritrovati accanto al corpo di Giovanni Ferri, meccanico in pensione di 88 anni trovato senza vita a Garlasco il 22 novembre 2010 in un'intercapedine di via Mulino. L'indagine, riaperta nelle scorse settimane, ipotizza ora il reato di omicidio volontario, dopo che all'epoca gli inquirenti avevano classificato il caso come suicidio.
Il pubblico ministero, nominato dal procuratore Fabio Napoleone per condurre l'indagine, ha comunicato la decisione all'avvocato Fabrizio Gallo, legale della vedova di Ferri, che nelle scorse settimane aveva presentato un esposto per chiedere la riapertura del caso. I reperti sono custoditi nell'ufficio corpi di reato della Procura di Pavia.
Qualora si procedesse a "accertamenti irripetibili", la famiglia di Ferri parteciperà con un proprio consulente di parte, Giorgio Puleri, la cui nomina è già stata depositata in Procura. L'avvocato Gallo ha inoltre presentato una consulenza criminologica firmata da Gianni Spoletti e una consulenza medico-legale a cura di Leonardo Grimaldi. "Secondo la nostra ricostruzione, si tratta certamente di un omicidio", ha dichiarato l'avvocato Gallo.
Il fascicolo ricostruito e il contesto
Secondo quanto riferito dal legale della vedova, identificata come Gabriella Conti, in precedenti ricostruzioni pubblicate su altri organi di stampa, il fascicolo relativo alla morte di Ferri risultava di difficile reperimento e la Procura ha dovuto procedere alla sua ricostruzione prima di poter procedere con la nuova iscrizione a diverso titolo di reato. L'indagine originale, conclusa con l'archiviazione come suicidio, era stata condotta dalla Procura di Vigevano, competente all'epoca dei fatti.
Il caso di Giovanni Ferri è stato più volte accostato, negli anni, a una serie di decessi avvenuti a Garlasco e in altri centri della Lomellina, ipoteticamente collegati al delitto di Chiara Poggi del 2007, anche se la Procura di Pavia non ha mai confermato tali collegamenti negli atti delle indagini più recenti.
La riapertura dell'inchiesta era stata resa nota lo scorso settembre, quando la vedova aveva presentato l'esposto chiedendo che si tornasse a indagare sulla morte del marito, 16 anni dopo i fatti.


